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IPOTESI SUL TERRORISMO

di Nedo Paglianti

 

Sul terrorismo, ho una mia idea.

 

Da che mondo è mondo, da che cultura è cultura, da che scienza è scienza e da che uomo è uomo, non si è mai visto nessuno perseguire un metodo od un sistema se questo, dimostratamente, non funziona.

 

Quando si sa che un metodo non funziona, perché questo è scientificamente e storicamente dimostrato, nessuno più lo adotta.

 

Parlando dell'era moderna, da Sarajevo (1914) alle torri gemelle (2001) nessun attentato terroristico ha MAI - e ripeto MAI - ottenuto lo scopo che diceva di prefiggersi. Quindi, il terrorismo è un metodo che non funziona e che non ha mai funzionato.

 

Gli scienziati, da Galileo in poi, sostengono che il risultato di un esperimento è considerato attendibile quando si ripete – nelle stesse condizioni – con regolarità. Ecco. Dal 1914 al 2001 il risultato è sempre stato il solito, ovunque esso sia stato compiuto: morte e dolore per gli innocenti e forte consolidamento della stabilità di quel “potere” contro il quale l'attentato è stato rivolto.

 

Allora perché usare il metodo terroristico per rovesciare un regime od un potere se questo si rivela, da sempre, solo a favore del regime o del potere politico che subisce l'attentato? A cosa serve dunque QUEL terrorismo se NON SERVE a far cadere il regime od il potere politico contro il quale vengono rivolti attentati terroristici?

 

Verrebbe da pensare che il vero obiettivo non sia “far cadere”, ma “consolidare”.

 

Perché ci sono i terroristi? Perché si compiono atti di terrorismo nonostante sia storicamente e scientificamente dimostrato che il terrorismo non raggiunge MAI lo scopo che si prefigge?

 

Dunque, dobbiamo spostare l'attenzione su un altro aspetto del problema e formulare un'altra domanda: non “a cosa”, ma “a chi” serva il terrorismo.

 

Non bisogna appartenere a fazioni politiche o religiose di nessun genere per dare una risposta. E' un fatto oggettivo. Basta osservare.

 

Il terrorismo, prima di tutto, reca lutti e gravi danni a povere vittime innocenti e poi ottiene, da sempre, due soli generi di risultato scientificamente inoppugnabili:

 

1 - rafforzare il potere politico del governo del paese dove l'atto terroristico viene compiuto;

2 - conferire l'impunità di fatto ai colpevoli, per effetto di una matrice politica per atti che altrimenti sarebbero imputati a delinquenza ordinaria e quindi sarebbero facilmente perseguibili.

 

E' quindi possibile ipotizzare che siano gli stessi poteri politici a creare i terroristi per far loro compiere azioni di forza che, altrimenti, essi non potrebbero compiere con legittimità?

 

E' quindi possibile ipotizzare che siano semplici delinquenti, o anche funzionari statali (polizia, servizi segreti) quelli che si mascherano dietro una matrice politica, solo perché i mandanti hanno garantito loro l'impunità?

 

Nessuno persegue o vorrebbe perseguire un metodo che è notoriamente fallimentare. Gli atti terroristici sono sempre stati politicamente fallimentari per i terroristi, non credo ci siano dubbi su questo.

 

Allora, perché esistono in terroristi? A che cosa, o a chi, servono?

 

Non do risposte perché non sono così presuntuoso, ma sono sicuro che qualcuno tra voi, più esperto di me in questioni politiche e criminali, vorrà almeno rifletterci.

 

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